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Viaggio a Soleto aprile-maggio 2026

La fortuna, il caso, la provvidenza o non so quali altra forza mi aveva tratto quell'anno a essere parte di una scuola superiore universitaria, la SSAS. Ora della bontà dell'istituzione sopracitata mi aveva convinto un mio caro amico, L., che facente parte fin dall'inizio del suo percorso universitario della scuola, mi aveva spinto a partecipare al concorso d'ammissione magistrale, e contro ogni aspettativa ero riuscito a entrare. La cosa particolarmente interessante di questa istituzione era il fatto che permetteva di inserirsi nella corrente della profusione di beni che da lo stato ai suoi cittadini. Infatti a differenza di quanto uno possa credere lo stato italiano abbonda in munificenza verso la sua cittadinanza in determinati contesti. Il fatto è che si tratta di una Donna quanto mai volubile nel carattere e nelle preferenze. Si faccia poi caso che chi si lamenta è spesso assai più rumoroso di chi ha ricevuto un bene, che evita di raccontare della propria fortuna agli orecchi, anche immaginari che potrebbero sovvertirla. In somma questo significa che di fortune del genere citato non se ne sente parlare quasi mai. Quindi i racconti di fortune e regalie legate a quest'istituzione anche a me sembrarono per lo meno peculiari. Di sfarzosi viaggi, conferenze, e esperienze delle più disparate non ne avevo quasi mai sentito parlare altrove alla Sapienza. Ma in quanto giustamente la perfezione non è di questo mondo, e il signore dell'universo voleva preservarmi da troppo spreco e arroganza, quando sono entrato anch'io in questa scuola, e toccava a me cogliere queste fortune, i fondi del PNRR erano già agli sgoccioli e il primo atto notabile dell'istituzione fu di ridurre il denaro per i viaggi da 2000 euro/mobilità a 500 euro/anno. Capite bene una bella differenza, dato che si suol dire che oramai con 500 euro da Roma ci si arriva giusto a Frascati per berseli tutti in qualche fraschetta.

E comunque, io, che da queste cose di sfruttar lo stato o avvantaggiarmi della legge sono stato sempre lontanissimo, non volevo che questo poco potesse passarmi sotto il naso e dire "potevo fare ..." e non aver fatto, e quindi, maledizione, andavano spesi, fosse pure per andare alla sopracitata fraschetta. Ora sia ben chiaro che questi viaggi pagati dalla SSAS non sono mica regalie, e in fraschetta, almeno sulla carta, non ci si può mica andare e per quanto per lo studioso non ci sia differenza fra viaggio di piacere e di studio, perché lo studio è suo diletto, e ogni suo diletto è forma di studio, comunque era necessario giustificare cosa uno volesse farci in un viaggio proposto, perché senno di Paoli non ci sarebbe stata neanche l'ombra. E capirete bene, che, io studente di fisica, sempre con l'acqua alla gola, a rincorrere esami, consegne e laboratori, in più essendo all'epoca stato scarsamente avvezzo a questi mari, ripiegai su una scelta comune, che almeno fosse stato un grosso granchio, l'avremmo preso in tanti.

Fu deciso quindi che si sarebbe andati a Soleto (LE) a un convegno di Economia comportamentale organizzato dal Prof. Attanasi, fellow SSAS, io assieme al su citato L., P.M., F.C. e A.B.q.g.. Tutti studenti di materie scientifiche e uno psicologo, allievi SSAS. Ora non mi soffermo su quanto la munificenza dell'evento era stata ridotta dall'anno prima, perché dell'edizione scorsa mi erano state narrate storie grandiose, che ridurrebbero l'interesse per la presente, e che soprattutto sarebbero storie non mie.

Il viaggio si sarebbe svolto tutto in macchina del caro P.M., con lui sempre alla guida. Ci fermiamo da un gentilissimo e liberalissimo loro amico, G., la prima notte, ad Altamura, per spezzare il viaggio. Anch'egli fu in SSAS, ma all'epoca del racconto non vi era più perché aveva cambiato università. Passata Altamura, raggiungiamo Soleto, dove siamo messi ad abitare presso la casa di un tale Gigi.
A quanto pare infatti il caro professore Attanasi è un po' il duca di quel paesino, essendo forse una delle personalità più importanti del paese. Ecco aveva chiamato il professore economisti di più larga fama, dalla Bocconi, dall'Ungheria, svedesi, greci e tedeschi, e ovviamente un significativo corpo di spedizione della facoltà d'economia dell'uniroma1. Ai seminari ammetto di aver partecipato forse meno di quanto avrei dovuto, tuttavia a me appare che sia impossibile in così poco tempo far passare idee profonde a studenti normali come noi. Penso piuttosto che questi eventi siano centrati sull'apprendimento intuitivo e sull'allargamento della rete di conoscenze personali, che sicuramente al giorno d'oggi sono assai più significative nella maggior parte dei campi. Insomma del prof. Attanasi se ne potrebbero dire tante, io da fisico, abituato alla normalità particolare dei professori di fisica, rimasi sicuramente stupito dall'eccentrico personaggio. Suonatore di chitarra e cantante, espansivo festaiolo, organizzatore stralunato questo mi appariva il buon Attanasi.

Nell'organizzazione c'era una grave mancanza: la partita di calcetto. Ora sappiamo bene che nulla unisce come il futbol, quindi fummo noi a organizzare sul gruppo whatsapp principale dell'evento un glorioso evento calcistico. Non vincemmo una partita, noi, in particolare io, 5 scarsoni, a giocare come dei cani, e al massimo si riusciva a tenere qualche pareggio. Ma il calcio è così.

La domenica mi recai come mio solito a messa, e mi confessai anche col sacerdote locale, un siciliano, molto bravo. Mi capitò d'andare alla messa dei bambini.

Del viaggio sicuramente c'è altro di notabile, ma per mia scarsa memoria, e per non incorrere in situazioni imbarazzanti chi scrive preferisce sorvolare su alcuni particolari.

Bellissima esperienza, un po' breve, da rifare.

Tommaso Virgilii, agosto 2026, Roma